Risveglio primaverile

La primavera A? arrivata anche alla Bottega Equomondo!

In questa occasione vi proponiamo una serie dei prodotti per il benessere del corpo e della mente. Venite a scoprire la nostra offerta.

Dopo il lungo inverno vi invitiamo a prendervi cura di voi.

Per la mattina vi consigliamo di  provate la tisana Manduka dalla linea Ayurvethica, che favorisce la disintossicazione o la tisana Brihat, che ridona l’energia A? la vitalitA�.

Per i piA? esigenti offriamo anche integratori alimentari in opercoli della stessa linea Ayurvethica.

Il cambio stagione spesso indebolisce il nostro sistema immunitario, provate Amla a�� rafforza le difese dell’organismo.

Invece Thuruke ha funzioni depurative, antiossidanti e favorisce il drenaggio.

Potete dare anche un tocco delicato alla vostra pelle a�� vi proponiamo le nostre creme viso: per le pelli sensibili consigliamo la crema Natyr alla�� ibisco con proprietA� idratanti, mentre, per chi vuole rallentare il passare del tempo consigliamo la crema viso rassodante, antirughe dalla linea Natyr con mango e papaya per pelli mature. 

Non trascuriamo il nutrimento per la vostra mente. Vi invitiamo a dare un’occhiata ai libri di Altreconomia sui nostri scaffali. Qui menzioniamo solo due tra i diversi titoli presenti in Bottega.

Visto la��avvicinarsi della bella stagione il primo A? “L’agenda degli eventi. Guida per i viaggiatori alla scoperta dei festival di pensiero e letteratura, musica, cinema e teatro, cibo, vino e ambiente in Italia. 101 eventi da non perdere”.

Il secondo titolo A? “CiviltA� solare. L’estinzione fossile e la scossa delle energie rinnovabili” di Gianluca Ruggieri e Fabio Monforti. 

Tanti dei nostri clienti hanno giA� partecipato alla nostra lotteria. Per chi non ci A? riuscito ma ancora vorrebbe farlo abbiamo una buona notizia: la lotteria A? prolungata fino alla fine del mese di aprile.  Sfruttate gli ultimi giorni per vincere uno dei premi che abbiamo scelto per voi tra i nostri prodotti!!

 

Rappresentazione teatrale con Fierascena: “Africana, una storia che ci riguardaa�?

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GiovedA� 7 dicembre si A? svolto l’ultimo dei tre appuntamenti della rassegna cinematografica “Sguardi sull’Africa”: stiamo parlando di a�?Africana, una storia che ci riguardaa�?, una breve ma intensa rappresentazione teatrale organizzata da Fierascena sui temi della diseguaglianza nord-sud del mondo, sui problemi legati al mercato del coltan nell’industria della telecomunicazione e aerospaziale e ultimi, ma non meno importanti, i problemi legati alla risorsa “acqua”.

Dopo questa brevissima introduzione obbligata, vorrei parlavi in prima persona di questa esperienza a cui ho preso parte come volontaria del CVCS. Mettetevi comodi e leggete questa piccola storia.

Il laboratorio teatrale

“Ci sarebbe questo laboratorio teatrale di tre incontri con Elisa Menon di Fierascena, per preparare la rappresentazione conclusiva di “Sguardi sull’Africa”. Verranno anche coinvolti alcuni ragazzi africani provenienti dal CARA di Gradisca, vuoi partecipare?” Con questa domanda, fatta un po’ per caso, A? iniziato questo piccolo viaggio.

Ero entusiasta all’idea di conoscere per la prima volta da vicino dei ragazzi che provengono da un luogo cosA� lontano e che hanno esperienze di vita cosA� diverse dalla mia.

Divisa tra curiositA� e incertezza, entro nella sala parrocchiale di San Rocco per il primo incontro di preparazione. All’interno vedo un gruppo di ragazzi, italiani e africani, seduti su delle sedie disposte in cerchio: le ragazze si guardano intorno, i ragazzi sono chini sui loro cellulari. Tutti sono in attesa.

Si comincia.

Come potete immaginare, le presentazioni hanno dato inizio alla serata, e subito il clima si A? riscaldato. Tutti noi avevamo voglia di dare e di ricevere in uno scambio ininterrotto. Elisa Menon di Fierascena A? stata eccezionale nel dirigerci in questo viaggio all’interno di ognuno di noi, ed A? riuscita con la sua potente semplicitA� a trasformarci in un’unica entitA�. Non eravamo piA? singoli individui.

CosA� ho conosciuto Miriam, Ousman, Bubacarr, Marco, Ibrahima, Stefania e tutti gli altri.

La rappresentazione

La rappresentazione A? stata un successo. Molto emozionante e partecipata, anche il pubblico A? stato coinvolto ed ha avuto un ruolo attivo in una parte della performance. La serata si A? conclusa con un piccolo rinfresco offerto dalla Bottega Equomondo di Gorizia.

Risate e divertimento, tristezza e commozione ci hanno accompagnati in questo percorso di unione. Come tutte le cose anche questa avventura A? giunta al termine e quando penso a cosa mi ha lasciato dentro, mi sento di dire che l’energia e la forza che si genera quando si lavora assieme per un obiettivo comune A? il motore che muove ogni cosa. Quando i pregiudizi e  le paure vengono lasciate fuori dalla porta e ci si sente in simbiosi, uniti tutti dalla nostra umanitA�, ci si riconosce semplicemente come esseri umani. Questa comunione con il prossimo e l’affidarsi agli altri ci fa sentire parte di qualcosa che va oltre alla nostra cd. “comfort zone”, ci spinge a superare l’individualismo a cui siamo abituati. Quando c’A? condivisione, si genera amore, e non sto usando impropriamente questa parola: forse A? la prima volta che la uso nel suo significato piA? profondo, come amore per la vita.

Spero di non essere andata troppo fuori tema, ma queste sono le emozioni che volevo trasmettere a tutti voi.

FELICE ANNO NUOVO!

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SGUARDI SULL’AFRICA 2017 – RASSEGNA DI CINEMA E CULTURA AFRICANA

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Sguardi sull’Africa” A? il titolo dell’annuale rassegna di cinema e cultura africana che A? cominciata giovedA� 23 novembre e terminerA� giovedA� 7 dicembre, organizzata dal CVCS in collaborazione con la Caritas Diocesana di Gorizia e l’Associazione Jobel.

Sono tre gli appuntamenti di approfondimento di alcuni temi legati all’Africa e alle migrazioni proposti quest’anno.

 

 

Le vittime della nostra ricchezza” A? il titolo della mostra fotografica di Stefano Stranger sulla condizione dei lavoratori nelle miniere di coltan in Congo, nella zona del Nord Kivu.

Forse non tutti sanno che il coltan A? un minerale che tutti noi teniamo ogni giorno in tasca o nella borsetta, utilizzato nella produzione di smartphone o PC. L’area del Nord Kivu A? una landa di prati e pascoli, come ci racconta Stefano Stranger, al suo interno perA? questo paesaggio bucolico viene spezzato dalla presenza di campi profughi pieni di famiglie che scappano dai villaggi limitrofi a causa dei disordini causati dai ribelli.

Queste persone sono costrette a lavorare nelle miniere di estrazione del coltan rischiando ogni giorno di morire.

Come sottolinea il giovane fotografo torinese, l’obiettivo della mostra A? quello di sensibilizzare le persone ad un utilizzo piA? consapevole e sostenibile degli smartphone e della tecnologia in generale.

Nella stessa serata sono stati proiettati al Kinemax di Gorizia due documentari: “Maisha“, realizzato dalla Fondazione Buon Pastore  e  “Muwavita a�� nata in tempo di guerra” di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini.

a�?Maishaa�? ci accompagna all’interno delle miniere di rame e cobalto, cosiddetti “minerali digitali”, nella zona dell’ex-Katanga, Congo. Il documentario testimonia il programma delle Suore del Buon Pastore per l’apertura di una scuola per bambini ex minatori e ci presenta la cooperativa agricola “Maisha”, nata per sopperire al fabbisogno alimentare di una dozzina di famiglie. A? significativo anche il percorso di 150 donne ed ex minatrici verso l’indipendenza economica.

Muwavita a�� nata in tempo di guerra” A? ambientato a Goma, la cittA� principale del Nord Kivu in Congo. Denuncia le violenze che le donne sono costrette a subire e il loro percorso di guarigione e di reinserimento nella societA�.

Il secondo appuntamento di giovedA� 30 novembre si A? aperto con l’incontro “Alternative alla migrazione clandestina: esperienze in Costa d’Avorio” nel quale sono intervenute Federica Ferro, rappresentate del CVCS e dell’associazione Jobel, e Federica Ricci dalla cooperativa Murice.

L’incontro voleva informare il pubblico sul progetto che CVCS e Jobel stanno realizzando in Costa d’Avorio per lo sviluppo economico delle comunitA� di Djebonoua e dei villaggi limitrofi. L’obiettivo principale A? rendere queste comunitA� autosufficienti e autonome, eliminando cosA� uno dei motivi principali per cui giovani migranti intraprendono il loro viaggio verso l’Europa, con tutti i rischi che ciA? comporta.

 

A seguire, la proiezione del reportage “L’imbroglio” di Amedeo Ricucci che ci svela luci e ombre del lavoro della Guardia Costiera libica e ci porta all’interno dei centri di detenzione per i migranti in Libia, denunciando la mafia che li gestisce e le continue violazioni dei diritti umani.

Cogliamo l’occasione per ricordarvi l’ultimo evento di questa rassegna , “Africana, una storia che ci riguarda“, incontro realizzato da Fierascena che si terrA� giovedA� 7 dicembre alle ore 18.00 presso la Sala Incontro della Parrocchia di San Rocco a Gorizia.

 

Vi aspettiamo!

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La Paz querida – a�?Mia cara La Paza�?

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Quando A? la��ora del ritorno, della partenza, sono tante le cose che si portano via con sA� e tante le cose che si lasciano lA�, a volte a malincuore, altre volte perchA� si A? consapevoli che A? proprio lA� il che deve rimanere. Posso dire, in questo tempo, di aver visto posti completamente diversi tra loro, di aver conosciuto persone con un pensiero differente dal mio, ma anche differente tra loro. La Bolivia A? una scoperta continua, A? un insegnamento dopo la��altro e un continuo accorgersi di essere a bocca aperta. Ti accorgi cosA�, da un giorno alla��altro, di aver assunto delle abitudini che prima non erano tue, di parlare di argomenti che neanche potevi immaginare di sapere, di fare parte di una realtA� diversa e di viverla come la tua normalitA�.

Ho deciso di utilizzare queste righe come riassunto di una��esperienza, come chiusura di un capitolo e premessa per la��inizio del successivo: chiusura di un capitolo dedicato ai ragazzi del Centro di Orientamento per adolescenti con responsabilitA� penale, alla sua A�quipe, a CVCS e ProgettoMondoMLAL che mi hanno dato la��opportunitA� di entrare in un mondo ancora inesplorato, e dedicato a me, alle sfide superate e alle occasioni sfruttate e fruttate al meglio.

Il Centro di Orientamento A? stato fin dalla��inizio una nuova sfida per la��area della giustizia minorile e soprattutto per la concreta realizzazione dei meccanismi di giustizia riparativa, oltre che la dimostrazione di una collaborazione positiva tra i Servizi Sociali del Governo di La Paz (SEDEGES) e il mondo delle ONG impegnate in questa��area.

Ca��A? perA? da dire che A? stato molto di piA?! Per me, ha costituito un mondo in cui poter muoversi: a volte contando i propri passi, mantenendo quella giusta distanza, altre volte correndo esplorandone tutto il perimetro fino a non sentir piA? le gambe, altre volte muovendosi in punta dei piedi, con delicatezza. Mi ha permesso di vedere le diverse facce della cittA�, rappresentate dai volti e dalle voci dei ragazzi del centro, dai murales presenti sulle facciate dei palazzi o sui resti di una casa abbandonata e non piA? ricostruita, dagli odori, i sapori, i colori che cambiano da una cuadra (una via) alla��altra e che ti permettono di riconoscere dove sei, in quella��istante preciso.

Il Servizio Civile rappresenta uno scambio continuo tra dare-ricevere, tra scontro-incontro, tra scoperta e dubbio. Ea�� una��esperienza che ti scuote e ti attiva, ti coinvolge e ti stravolge. Ti mette davanti a te stesso, e pone te stesso davanti una realtA� differente da quella a cui sei abituato, fino a che non inizi a sentirti parte di essa, e non solo, la prendi cosA� a cuore che ti batti per le ingiustizie con cui ogni giorno ti devi scontrare.

Stare immerso in una��area come quella penale, permette di riformulare il significato della parola errore, considerandola non primariamente come un qualcosa di cui la persona ha la colpa di aver commesso, ma come opportunitA�, come inizio di una presa di coscienza, come generatore di cambiamento e come atto di responsabilitA� da parte della persona stessa che, dopo un momento di caduta, cerca e riconosce le cause che vi sono dietro a tutto questo. Avere la opportunitA� di appoggiare la persona in questo processo, credendo nella potenza della volontA� e nel potere personale che ognuno di noi ha dentro di sA�, A? stato, per quanto mi riguarda, un elemento di grande crescita personale e soprattutto umana.

Questa Bolivia, questa La Paz, mi ha insegnato che le differenze possono unire e non dividere, che da 3600 metri si puA? guardare alla��orizzonte e individuare ogni giorno nuove prospettive, che si puA? costruire qualsiasi cosa in qualsiasi luogo e che ognuno di noi ha un suo posto nel mondo, in ogni posto del mondo.

Grazie a tutti coloro e a tutto ciA? che hanno arricchito questa��esperienza.

 

(Sara Soldavini)

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Tisane Ayurvethica e Afrotea

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L’ayurveda

L’ayurveda A? probabilmente la piA? antica medicina ancora praticata al mondo; ebbe una diffusione immensa, dal subcontinente indiano si estese alla Cina, al Tibet, fino alla Grecia antica. Sotto l’occupazione britannica dell’India ha rischiato di scomparire, soppiantata dalla medicina occidentale, ma nel 1980 il Congresso Nazionale dell’India ha riabilitato l’ayurveda come medicina ufficiale e un po’ ovunque nel paese sono stati costruiti ospedali ayurvedici.

Cosa differenzia l’ayurveda dalla medicina occidentale?

Innanzitutto la sua visione unitaria, olistica: corpo e anima, uomo e universo sono un tutto che va compreso, osservato e guarito nel suo insieme.

I prodotti “Ayurvethica”

Gli integratori alimentari Ayurvethica uniscono la ricerca di un naturale benessere e la sfera dell’etica, in una filiera produttiva garantita dal punto di vista qualitativo, sociale e ambientale.

Ayurvethica, dunque, A? una linea pensata per chi sceglie di mantenere il benessere dell’organismo con metodi naturali non aggressivi, ma rispettosi dell’individuo, per chi intende la cura del corpo come rigenerazione e mantenimento dell’armonia, in linea con la tradizione ayurvedica indiana.

La linea A? composta da integratori alimentari (8 tipi di tisane e 5 di opercoli) e 3 tA? con formulazioni dalla tradizione ayurvedica indiana e ingredienti biologici.

Le erbe e le spezie che compongono tisane, opercoli e tA? sono coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica in India, Benin, Tanzania, Egitto e PerA? da produttori che garantiscono gli alti standard socioeconomici del commercio equo e solidale e sono miscelate da un’azienda e da un laboratorio italiani specializzati nella produzione di fitopreparati, prodotti dietetici e integratori.

Afrotea

Completa la proposta di infusi Afrotea, una linea di 4 Rooibos biologici e certificati Fairtrade, prodotti dalla Wuppertal Original Rooibos Cooperative, organizzazione del Sudafrica che raccoglie e lavora le foglioline di rooibos, garantisce prezzi equi ai suoi soci e difende le risorse di un territorio tanto ricco quanto fragile.

Tutti i Rooibos
Rooibos arancia & cannella

La��aroma dolce della��arancia e la calda fragranza della cannella avvolgono di profumo la caratteristica delicata dolcezza del rooibos Afrotea.
Delizioso caldo, A? da provare anche freddo: lasciate intiepidire la��infuso e trasferitelo in frigorifero a raffreddare con alcune fettine di arancia. Servitelo molto freddo, con una fettina di arancia per bicchiere.

Rooibos frutti rossi

La fresca dolcezza dei frutti rossi rende ancora piA? goloso il caratteristico aroma fiorito del rooibos Afrotea. Da provare caldo, dolcificato con zucchero di canna o miele e freddo, con la��aggiunta di una fettina di pompelmo rosa e zucchero di canna.

Rooibos naturale

L’infuso di rooibos Afrotea ha un sapore delicatamente dolce e fiorito, A? naturalmente privo di caffeina e puA? essere bevuto da tutti in ogni momento della giornata.

Rooibos zenzero & citronella

La caratteristica dolcezza fiorita del rooibos Afrotea A? rinfrescata dalle note agrumate della citronella e rinvigorita dalla tonalitA� pungente dello zenzero. Da gustare sia caldo con la��aggiunta di miele, che freddo con cubetti di ghiaccio, per una bevanda dissetante e rinvigorente.

 

(fonte: https://www.altraq.it/ayurvethica.php)

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