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Il progetto CHAKANA – Pratiche civiche e istituzionali per il diritto alla salute ed il reinserimento sociale di persone con disagio psichico e responsabilitá penale in Bolivia,

si colloca nell’ambito malute mentale, con enfasi sui servizi di telemedicina applicati alla giustizia penale e attenzione alla tutela
dei diritti di donne private di libertá (PPL), con/senza disagio psichico, per favorire l’applicazione di modelli di reinserimento comunitario promotori della paritá di genere e orientati ad una cultura inclusiva e responsabile.L’obiettivo è favorire l’accesso ai diritti alla salute e alla giustizia per giovani donne PPL (18-28) e con disagio psichico in processo di reinserimento sociale presso il Centro de Orientación Femenina, a La Paz.
Tra le attività il progetto prevede:
– formazione rivolta ad operatori del settore;
– coinvolgimento delle beneficiarie in percorsi formativi per la consapevolezza dei propri diritti ed opportunità;
– promozione della cultura inclusiva, tramite riflessioni partecipative su problematiche relative alla mancata applicazione di protocolli in ambito sanitario, legale, sociale nei centri penitenziari, e interventi di coscientizzazione a favore della cura e inclusione sociale di PPL con disagio psichico, in particolare donne.
Sono previste azioni di rafforzamento delle sinergie tra Ministeri boliviani coinvolti e verrà valorizzato il contributo di competenze ed esperienze dei partner, anche italiani.
Universidad Mayor de San Andrés (UMSA) - La Paz - Bolivia
Fundación WEWORLD-GVC - La Paz - Bolivia
Associazione ICARO Volontariato Giustizia ODV - Italia
ASSOCIAZIONE SISIFO ODV - Italia
CVCS - Bolivia
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Cambiando de Lente: modelli locali partecipativi di giustizia e prevenzione della delinquenza/violenza giovanile con approccio riparativo in Bolivia.
Il progetto “Cambiando de Lente” mira a garantire continuità alle attività promosse dalla Cooperazione Italiana in Bolivia nel quadro di un accordo firmato tra il Ministero della Salute, il Governo Autonomo Municipale di Cochabamba e AICS, diretto a costruire un modello per la presa in carico, trattamento e riabilitazione di persone che presentano problemi legati al consumo di alcool e droghe nella città di Cochabamba.
Nell’ambito di questo sforzo comune è stato costruito, inaugurato e avviato un Centro di Attenzione Integrale per la Famiglia (CAIF), spazio che offre servizi di prevenzione, diagnosi psicologica e sociale, oltre al trattamento ambulatoriale per persone, in particolare minori di età, con problemi di consumo di sostanze lecite e illecite.
La violenza di genere e intrafamiliare, strettamente legate a questi fenomeni, rappresentano una vera e propria emergenza nazionale a cui questo progetto intende rispondere promuovendo un programma integrato di prevenzione primaria, secondaria e terziaria con particolare riferimento all’uso e abuso di alcool e altre sostanze psicoattive (droghe, tranquillizzanti, stimolanti, inalanti) e le correlate manifestazioni violente.
La prevenzione su queste tematiche è di fondamentale importanza se si tiene conto che i reati di natura sessuale sono i secondi per livello di incidenza, dopo il furto, nella fascia dei minorili e il terzo reato nel gruppo adulti del paese.
Il progetto mira, in particolare, a sostenere e rafforzare i servizi territoriali e le politiche in materia di prevenzione integrale (primaria, secondaria, terziaria), promuovendo dinamiche di coordinamento interistituzionale, capacity building e governance, a partire da sperimentazioni locali pilota di collaborazione tra enti territoriali e società civile.
Senza sostituirsi ai servizi territoriali di assistenza, questa iniziativa costruisce attorno a loro e alla società civile organizzata presente nel territorio, un programma di capacity building focalizzato sul rafforzamento delle competenze tecniche degli operatori e quadri di queste istituzioni e la loro messa in rete e coordinamento, con la finalità di migliorare la qualità dei servizi e incrementare la tipologia dell’offerta.
I gruppi target diretti sono quindi gli operatori tecnici dei servizi sociali dipartimentali e municipali, gli operatori di sicurezza degli istituti penitenziari per minori, gli agenti di polizia che operano sul territorio del Suddistretto 16 di Cochabamba, gli operatori dei centri di attenzione legale (SLIMs), degli uffici territoriali della Defensoría de la Niñez y Adolescencia e la società civile organizzata che a livello di territorio interviene nell’ambito della protezione minorile.
L’esperienza di collaborazione territoriale in rete che il Comune di Cuneo può vantare costituisce un valore aggiunto importante che sarà opportunamente valorizzato attraverso dinamiche di consulenza tecnica, accompagnamento, scambio.
Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Cuneo - Italia
ProgettoMondo Bolivia
CVCS Bolivia
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Emprendiendo para ser libres: Formación técnico laboral de personas privadas de libertad para la reintegración social y familiar.
Il progetto “Emprendiendo para ser libres” ha l’obiettivo di sostenere la reintegrazione familiare, sociale e lavorativa delle donne private di libertà (in particolare delle giovani donne) del Centro de Orientación Femenino di Obrajes e dei giovani (18 ai 28 anni) detenuti nel Centro de Reinserción Social para jóvenes di Qalauma.
Le persone private di libertà necessitano di un tipo di attenzione che sostenga il loro percorso di reintegrazione sociale, durante il periodo detentivo ed in quello successivo all’uscita. A questo scopo in Bolivia la Risoluzione Amministrativa Nro. 095/2018 ha approvato il protocollo di attenzione post-penitenziaria, elaborato con l’appoggio di CVCS, che stabilisce una serie di responsabilità per le autorità del sistema penale, tra cui il dovere coinvolgere le PPL, a partire dal periodo di permanenza nei Centri Penitenziari, in percorsi articolati su 5 filoni: 1. Reintegrazione familiare; 2. Rafforzamento della salute; 3. Rafforzamento psicosociale; 4. Inserimento lavorativo; 5. Inserimento educativo.
Le persone private della libertà presenti nel Centro provengono dai contesti più poveri, soprattutto dai quartieri periferici della città di El Alto e La Paz. Molte di queste persone hanno smesso di studiare o di lavorare. Nel processo di reinserimento di una persona precedentemente privata della libertà, la società è uno degli attori fondamentali; è quindi importante lavorare sui preconcetti e sui giudizi negativi della società. La giustizia riparativa, che anima questo progetto, dimostra che le persone sono recuperabili e possono divenire pienamente protagoniste nei loro contesti familiari e sociali.
Al fine di contribuire al reinserimento sociale, familiare e lavorativo, le attività previste nell’area della privazione della libertà sono:
Nel periodo successivo alla riammissione in libertà si prevedono:
Fundación Munasim Kullakita - Bolivia
CVCS Bolivia
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Renaissance 2 – Società civile e istituzioni lavorano insieme per i diritti, la cura e l’inclusione sociale di persone con disagio psichico in Burkina Faso – AID 012590/06/2.
Questa iniziativa fa parte di un programma di promozione della salute mentale e dei diritti delle persone con disagio psichico che CVCS insieme ai suoi partner ha avviato nel 2018 in Burkina Faso.
Il progetto intende sviluppare la strategia implementata con il progetto concluso nell’anno 2022 “Renaissance – Percorsi di reinserimento sociale per persone con disagio psichico in Burkina Faso” AID – 011875 co-finanziato da AICS, ed estenderla ad altre zone del paese, rafforzando l’assistenza sanitaria per le persone con disagio psichico e le loro opportunità di reinserimento sulla base del modello di intervento del partner principale Association Saint Camille de Lellis di Bobo-Dioulasso (ASCL) che dal 2014 gestisce un centro per accogliere, curare e reinserire socialmente persone con disagio psichico erranti.
In Burkina Faso, le persone con disagio psichico subiscono infatti una forte stigmatizzazione sociale: vengono escluse a livello familiare e sociale in quanto la loro condizione viene attribuita a maledizioni o sortilegi e quindi spesso abbandonate a sé stesse e in situazioni di vagabondaggio ed estrema vulnerabilità.
Anche a livello sanitario il fenomeno è trascurato, per carenza di personale specializzato e strutture.
Il progetto prevede quindi 3 livelli di intervento:
Si realizzeranno attività di sostegno a rafforzamento dei due centri terapeutici di ASCL (regione Hauts Bassins) e uno più recente a Ouagadougou (regione Centre) attraverso interventi strutturali come la costruzione di una sede per il centro di Ouagadougou e di una residenza autonoma per pazienti del centro di Bobo-Dioulasso e di attività di formazione per 50 operatori sanitari dei centri per aumentare la capacità di cura e reinserimento sociale dei pazienti. Grazie a questi interventi i centri terapeutici di ASCL potranno accogliere, curare e avviare al reinserimento sociale circa 500 persone in tre anni.

Inoltre, si realizzerà un programma di formazione di base sulla diagnosi e la gestione di persone con disagio psichico per migliorare le competenze di 326 operatori sanitari (infermieri e medici) di oltre 100 strutture sanitarie in 9 distretti delle regioni Hauts Bassins e Centre e per 20 studenti di infermeria dell’Ecole Nationale de Santé Publique.
Si lavorerà per il reinserimento dei pazienti con disagio psichico contattando le loro famiglie e coinvolgendole in attività formative finalizzate al reinserimento dei loro familiari.
Verrà inoltre sviluppata l’attività di ergoterapia e di formazione professionale dei centri terapeutici ASCL attraverso lo sviluppo dell’attività agricola del centro CLER di Doufiguisso dove i pazienti potranno trascorrere dei periodi apprendendo a lavorare nel settore agro-zootecnico. Inoltre, si realizzeranno dei percorsi di inserimento professionale per i pazienti stabilizzati.
Il progetto rafforzerà la cooperazione e il coordinamento degli attori della società civile che si occupano di diritti e cura delle persone con disagio psichico e promuoverà il dialogo tra questi e le istituzioni per affrontare la problematica sanitaria e sociale in modo partecipativo.
Verranno realizzati sessioni e incontri di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul territorio, nei villaggi e nei quartieri, nelle scuole e con i giovani.
Association Saint Camille de Lellis – ASCL Burkina Faso
Secrétariat Exécutif diocésain de Bobo-Dioulasso de l’OCADES - Caritas Burkina Faso
AES-CCC ong - organismo di cooperazione internazionale - Italia
ASUGI – Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina - Dipartimento di salute mentale - Italia
Università degli Studi di Torino - Centro di ricerca in Etnopsichiatria e Antropologia delle migrazioni (CREtAM) del Dipartimento di Culture Politica e Società (DCPS) - Italia
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RIPRENDERE LA VITA: ristabilire la dignità umana con la cura, la riabilitazione ed il reinserimento sociale di persone con disturbo mentale a Bobo-Dioulasso, Burkina Faso
Il progetto è realizzato con il contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica e intende rafforzare le attività dell’Association Saint Camille de Lellis (ASCL) che opera per la cura e la riabilitazione di persone con disagio psichico a Bobo-Dioulasso in Burkina Faso in due centri di accoglienza, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo e parallelamente migliorare la capacità di presa in carico di persone con disagio mentale delle strutture sanitarie pubbliche, delle famiglie e delle comunità dell’area di Bobo-Dioulasso.
L’obiettivo generale del progetto è quello di contribuire alla promozione dei diritti delle persone con disagio mentale e alla loro presa in carico da parte delle strutture sanitarie e della società in Burkina Faso.
L’obiettivo specifico è rafforzare le competenze e le capacità di gestione comunitaria delle persone con disagio mentale da parte delle istituzioni, delle organizzazioni della società civile, delle famiglie e dei centri sanitari nell’area di Bobo-Dioulasso.
L’iniziativa si concentra su tre principali linee di intervento:
I beneficiari diretti di questa iniziativa saranno persone con disagio mentale che riceveranno assistenza, cure, percorsi di riabilitazione e reinserimento socio-professionale dai centri dell’Associazione Saint Camille de Lellis (ASCL), membri dello staff dei centri terapeutici, agricoltori e allevatori dei villaggi limitrofi a Doufiguisso, leader delle comunità di provenienza dei pazienti dell’ASCL e famiglie dei pazienti dei centri ASCL. I beneficiari indiretti includeranno gli abitanti della municipalità di Bobo, che potranno usufruire di servizi sanitari più inclusivi, attenti e preparati in tema di salute mentale.
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Renaissance – Percorsi per il reinserimento sociale di persone con disagio psichico in Burkina Faso – AID 011875
Il progetto Renaissance ha coinvolto il centro urbano e la periferia di Bobo-Dioulasso, seconda città per abitanti del Burkina Faso, ed era incentrato sulla promozione dei diritti delle persone con disagi psichici.
La salute mentale è un settore molto trascurato: spesso le persone con disagio psichico vengono stigmatizzate, emarginate, abbandonate e recluse.
Il progetto ha voluto quindi raggiungere i seguenti obiettivi:
Il progetto si è concluso nell’anno 2022.

Association Saint Camille de Lellis – ASCL Burkina Faso
Centre Jigi Seme - Bobo Dioulasso - Burkina Faso
Centre Hospitalier Universitaire Sourô Sanou - Bobo Dioulasso - Burkina Faso
OCADES - Caritas Burkina Faso
ASUGI – Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina - Dipartimento di salute mentale - Italia
Università degli studi di Trieste - Italia
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Sentiers: Percorsi di inclusione sociale per minori e giovani in Costa D’Avorio
Il progetto si rivolge a minori e giovani in condizione di fragilità familiare, sociale ed economica e in conflitto con la legge dei contesti di Bouake e Daloa, con l’obbiettivo di favorire il loro accesso all’educazione di base, alla formazione professionale e a percorsi educativi per il reinserimento sociale.
Le principali attività svolte sono:
Association Notre Dame des Source - Bouaké - Costa d'Avorio
ONG Progres Universel - Djébonoua - Costa d'Avorio
Association des Soeurs de la Providence de Saint Gaetan - Abidjan - Costa d'Avorio
Centro di Volontariato Internazionale - CeVI - Italia
Solidarmondo per la cooperazione internazionale - Italia
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Bien vivre chez soi
Il progetto “Bien vivre chez soi – Un avenir pour les jeunes et les familles ivoiriennes” interviene nel Dipartimento di Bouakè, con attività nella Sotto Prefettura di Djébounua e nel Dipartimento di Daloa, nel contesto urbano, per la prevenzione delle migrazioni rischiose, in particolare giovanili, attivando processi di sviluppo locale.
I territori di intervento si trovano nelle regioni che più contribuiscono alla povertà del paese, dove i giovani sono la fascia dominante ma anche il gruppo più fragile, perché provenienti da famiglie povere, spesso monoparentali, privi di istruzione di base o esclusi da percorsi professionalizzanti.
Parte di questi giovani, inesistenti per le istituzioni, vengono attratti dalla criminalità che rappresenta spesso un mezzo per raccogliere denaro per migrare.
Nei tre anni di progetto si stanno svolgendo quindi attività per
ONG Progres Universel - Djébonoua - Costa d'Avorio
Association Notre Dame des Source - Bouaké - Costa d'Avorio
Commune de Mairie De Djebonoua - Costa d'Avorio
Centro di Volontariato Internazionale - CeVI - Italia
Associazione di Solidarietà Internazionale Jobel Onlus - Italia
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WAK’A. Modelli di assistenza in salute mentale, sessuale e riproduttiva a donne private di libertà in Bolivia cod. OPM/2025/54879 – Progetto realizzato con fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
Il progetto Wak’a nasce per migliorare le condizioni di vita e garantire i diritti fondamentali delle donne private della libertà nel Centro de Orientación Femenina (COF) di Obrajes, a La Paz, Bolivia.
In un contesto segnato da sovraffollamento, carenze sanitarie e diffusa vulnerabilità, le donne detenute affrontano gravi difficoltà legate alla salute mentale, alla violenza subita e alla mancanza di accesso a servizi adeguati, in particolare in ambito sessuale e riproduttivo.
Attraverso un approccio basato sulla giustizia riparativa e sull’empowerment femminile, il progetto interviene su tre ambiti principali:
Supporto psico-sociale
Percorsi di accompagnamento psicologico individuale e attività di gruppo aiutano le donne detenute a rafforzare l’autostima, gestire il disagio emotivo e sviluppare competenze utili al reinserimento sociale. Il progetto promuove inoltre la mediazione familiare per ricostruire i legami affettivi e facilitare il rientro nel contesto familiare.
Salute e diritti
Attività formative e laboratori pratici offrono informazioni e strumenti su salute sessuale e riproduttiva, prevenzione delle malattie e contrasto alla violenza di genere. Sono previsti anche screening sanitari e consulenze mediche per migliorare l’accesso ai servizi di cura.
Rafforzamento istituzionale e sensibilizzazione
Il progetto coinvolge operatori penitenziari, istituzioni e comunità attraverso la definizione di linee guida, percorsi formativi e iniziative di sensibilizzazione. Tra queste, la produzione di un podcast e un laboratorio teatrale che danno voce alle donne detenute e promuovono una cultura dei diritti e della dignità.
Wak’a si inserisce nell’impegno pluriennale di CVCS in Bolivia per promuovere percorsi di reinserimento sociale e sistemi di giustizia più equi e inclusivi, contribuendo a costruire opportunità concrete di cambiamento per le persone detenute.
CIES Salud Sexual Salud Reproductiva
CVCS Bolivia
Dirección General de Régimen Penitenciario
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Riprendere la vita: dignità, cura e reinserimento in Burkina Faso. Progetto realizzato con il contributo dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica
Il progetto “Riprendere la vita” nasce con l’obiettivo di restituire dignità alle persone con disturbo mentale attraverso percorsi integrati di cura, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo nella diocesi di Bobo-Dioulasso, in Burkina Faso.
Promosso dal CVCS in collaborazione con l’Associazione Saint Camille de Lellis, il progetto rafforza i servizi di salute mentale già attivi sul territorio, migliorando la presa in carico dei pazienti e coinvolgendo famiglie, comunità locali e strutture sanitarie pubbliche.
Le azioni principali si sviluppano su tre ambiti:
Il progetto prevede di raggiungere direttamente circa 600 persone con disagio mentale, offrendo assistenza sanitaria, percorsi riabilitativi e opportunità di inclusione lavorativa, oltre a coinvolgere operatori sanitari, famiglie e comunità locali in attività di formazione e sensibilizzazione.
Con una durata di due anni, l’iniziativa mira a promuovere i diritti delle persone con disagio mentale e a costruire un sistema di cura più inclusivo e sostenibile nel lungo periodo.
ASCL
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Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il progetto interviene a favore dei giovani tra i 15 e i 18 anni della città di Lezhë (Albania), con l’obiettivo di favorire l’accesso e il completamento dell’istruzione secondaria e contrastare il rischio di esclusione sociale ed educativa.
Le attività si sviluppano all’interno di una scuola secondaria gestita dai Padri Rogazionisti, realtà riconosciuta a livello nazionale e punto di riferimento educativo e sociale per il territorio. La scuola offre, oltre alla didattica curricolare, servizi integrati quali mensa, attività sportive, supporto psicologico e accompagnamento educativo, rivolti in particolare a studenti provenienti da contesti fragili o con bisogni specifici.
Il progetto nasce in risposta a criticità crescenti nel contesto locale: aumento della povertà economica ed educativa, limitato accesso alle tecnologie digitali, necessità di rafforzare le competenze dei docenti e scarso coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi. Questi fattori contribuiscono a una generale svalutazione del ruolo dei giovani, spesso spinti a lasciare il Paese.
Attraverso interventi integrati – sostegno allo studio, attività educative e sportive, formazione digitale, supporto psicologico e coinvolgimento delle famiglie – il progetto mira a promuovere lo sviluppo personale dei giovani e a rafforzare il ruolo della scuola come spazio inclusivo, di crescita e di aggregazione.
I beneficiari diretti includono oltre 120 studenti coinvolti in attività educative e formative, docenti impegnati in percorsi di aggiornamento pedagogico e famiglie partecipi del percorso educativo. Indirettamente, l’intervento contribuisce al benessere dell’intera comunità locale, rafforzando il valore dell’istruzione e della partecipazione.
Eterit Rogazioniste Shqiptare
Qendra Rinore Motrat Venerini
Caritas Dioqezan Lezhë
MEC
Istituto Comprensivo Della Torre
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Progetto “FORM-INC. Formazione professionale e inclusione lavorativa nelle regioni di Gbêkê e Haut-Sassandra – CUP F41D24000140008” cofinanziato dal Ministero dell’Interno italiano
Il progetto mira a contrastare le migrazioni irregolari dalle regioni ivoriane di Gbêkê e Haut-Sassandra intervenendo sulle cause profonde del fenomeno, in particolare la disconnessione tra le opportunità di sviluppo locale e l’accesso dei giovani a un’occupazione stabile e dignitosa.
L’iniziativa si rivolge principalmente a giovani vulnerabili (NEET, minori in condizioni di fragilità, abbandono o in conflitto con la legge), offrendo percorsi di formazione professionale, orientamento al lavoro e opportunità di inserimento occupazionale o autoimprenditorialità. Parallelamente, il progetto rafforza i servizi locali di formazione e accompagnamento al lavoro, coinvolgendo attori chiave del sistema educativo e produttivo.
Le attività si concentrano nei territori di Daloa, Bouaké e Djébonoua, caratterizzati da elevata disoccupazione giovanile, carenza di formazione professionale e diffusa marginalizzazione sociale. In linea con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 8, il progetto promuove una crescita economica inclusiva e sostenibile attraverso il rafforzamento delle competenze e delle opportunità lavorative.
Accanto alle azioni formative, sono previste attività di sensibilizzazione rivolte a istituzioni, organizzazioni della società civile, comunità locali e studenti, sia in Costa d’Avorio che in Italia, per informare sui rischi della migrazione irregolare e favorire una maggiore consapevolezza delle sue cause.
Progres Universel
Association notre Dame des Sources
Mairie De Djebonoua
CeVI – CeVI Cote d’Ivoire
Chambre de Metiers Bouaké
Chambre de Metiers Daloa
École de Formation Professionnelle de Bouaké (EFP)
Jobel
La Campagna 070 è stata lanciata in dicembre del 2021 con l’obiettivo di chiedere al nostro Paese, in particolare al Parlamento e al Governo, impegni concreti per destinare lo 0,70% del reddito nazionale lordo all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), così come sottoscritto dall’Italia 50 anni fa in sede ONU e rilanciato con l’Agenda 2030. A sua volta la Legge 125/14 sulla Cooperazione Internazionale allo sviluppo quando scrive che “è parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia”, considera essenziale investire risorse adeguate. La cooperazione è infatti un elemento fondamentale per tessere relazioni internazionali e politiche di sviluppo tra le Istituzioni e le comunità locali per la pace e la giustizia sociale e climatica. In tal senso è urgente destinare alla cooperazione le risorse necessarie per mantenere fede agli impegni internazionali e per costruire società eque, solidali, fondate sulla pace e sulla tutela dei diritti. La campagna è promossa da Focsiv, AOI, CINI e Link 2007, con il patrocinio di ASviS, Caritas Italiana, Forum Nazionale del Terzo Settore e Missio.
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